Un nuovo test del Salvagente ha rilevato la presenza di arsenico in tutti i marchi di riso Arborio analizzati ma è in particolare il prodotto venduto alla Lidl ad averne livelli alti (che superano i limiti di legge)
L’arsenico nel riso è una di quelle preoccupazioni che ciclicamente torna a bussare alla porta dei consumatori italiani. E a quanto pare, il problema è tutt’altro che risolto. Una nuova indagine condotta dalla rivista Il Salvagente, torna ad accendere i riflettori sulla questione, confermando che dobbiamo ancora fare i conti con questo contaminante.
Il Salvagente ha analizzato 12 marchi di riso Arborio, la varietà prediletta per i risotti, e quello che ha trovato non è molto confortante. Metalli pesanti e difetti nei chicchi sono ancora presenti sulle nostre tavole ma è l’arsenico inorganico ad essere il problema più diffuso.
Ma perché preoccuparsi tanto dell’arsenico? Non dimentichiamoci che stiamo parlando di una sostanza classificata dalla IARC dell’OMS come cancerogeno certo per l’uomo. Non proprio qualcosa che vorremmo trovare nel nostro risotto, insomma.
I risultati
Tra i campioni analizzati, alcuni
LaCittaNews è un motore di ricerca di informazione in formato magazine, aggrega e rende fruibili, tramite le sue tecnologie di ricerca, in maniera automatica, gli articoli più interessanti presenti in Rete. LaCittaNews non si avvale di nessuna redazione editoriale. => DISCLAIMER

