Gli amanti della musica elettronica sanno che nei loro ascolti è possibile, in un certo senso, prevedere un certo futuro prossimo della musica pop. È da qui infatti che, molto spesso, il mainstream recupera la linfa per rigenerarsi e riprodursi, prendendo in prestito idee che nell’underground germogliano senza l’oppressione di conti economici e pressioni numeriche. Certo, quello che poi arriva in superficie è spesso una versione sintetizzata di quanto accaduto nel sottosuolo, ma è pur sempre dall’elettronica (nelle sue infinite declinazioni) che si prova a captare il futuro del suono.
Ma che anno è stato il 2022 per l’elettronica? Sicuramente un anno transitorio, senza grandi picchi, ma con tantissime idee e parecchi scenari liquidi che stanno pian piano svelandosi in particolare grazie all’arrivo e all’affermazione di una nuova schiera di compositrici – L’elettronica è donna, come scrivono nel loro saggio Claudia Attimonelli e Caterina Tomei – che stanno cercando di sintetizzare un nuovo pop che riesca a contenere ambient, sperimentazione e ritmi dancefloor destrutturati.
È quindi tempo di consultare l’oracolo attraverso dieci dischi (più uno bonus) che, per differenti ragioni, hanno portato qualcosa
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