Nonostante i ricorsi delle associazioni ambientaliste, la nuova stazione sciistica è stata approvata. L’opera, che prevede l’abbattimento di 17 ettari di bosco e la costruzione di nuovi impianti, solleva preoccupazioni per l’impatto sull’orso marsicano e sulla sostenibilità ambientale a lungo termine
Il Terminillo, massiccio montuoso di 2.217 metri nel reatino a circa 100 km da Roma, spesso definito “la montagna di Roma” per la sua storica frequentazione da parte dei cittadini della capitale, si prepara ad un importante intervento di rinnovamento e ampliamento del suo comprensorio sciistico. Il Consiglio di Stato ha infatti respinto i ricorsi delle associazioni ambientaliste, dando il via libera al progetto TSM2 (Terminillo Stazione Montana 2). La notizia, accolta con entusiasmo dalle amministrazioni locali e dagli operatori turistici, solleva però non poche preoccupazioni tra gli ambientalisti, che denunciano un grave impatto sull’ecosistema locale.
Il progetto TSM2 prevede la ristrutturazione di impianti di risalita in disuso, l’aggiunta di nuove infrastrutture, l’ammodernamento tecnologico delle strutture esistenti e la realizzazione di misure per la sicurezza dal rischio di frane e valanghe. Tuttavia, l’aspetto più controverso del
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