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Stazione Spaziale: la navetta russa Progress attracca ma subito emana un forte odore inatteso

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Durante il weekend, gli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) hanno segnalato un odore inaspettato e la comparsa di goccioline non identificate provenienti dalla navetta russa Progress, agganciata al modulo Poisk. Dopo aver isolato il modulo e attivato il sistema di filtraggio dell'aria, le analisi preliminari hanno escluso pericoli immediati per l'equipaggio. Questo incidente si aggiunge a una serie di problemi recenti con i veicoli spaziali russi, tra cui la perdita di refrigerante della Soyuz MS-22 e problemi con il cargo Progress MS-21 e il modulo Nauka.

Lo spazio ha uno strano effetto sui pensieri degli astronauti

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Gli astronauti che trascorrono sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale mostrano un rallentamento nella velocità di elaborazione e attenzione, ma senza compromettere la precisione o subire danni cerebrali significativi. Uno studio della NASA, il più grande mai condotto in ambito cognitivo sugli astronauti, dimostra che i cambiamenti sono temporanei e legati a fattori di stress, simili a quelli terrestri. I risultati offrono dati preziosi per pianificare missioni più lunghe, come quelle verso Marte, aiutando a prevedere e gestire eventuali impatti cognitivi in condizioni di radiazioni più intense e comunicazioni ritardate.

Una stella è scomparsa ed è stata misteriosamente sostituita da un buco nero

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Al termine della loro vita, le stelle massicce solitamente esplodono come supernovae, lasciando dietro di sé buchi neri o stelle di neutroni. Tuttavia, alcune stelle possono evitare l'esplosione e collassare direttamente in un buco nero. Un esempio recente è la stella **M31-2014-DS1** nella galassia di Andromeda, che è scomparsa senza esplodere. La ricerca suggerisce che il fenomeno, chiamato "supernova fallita", potrebbe essere più comune di quanto si pensasse. In questi casi, l'onda d'urto dei neutrini non riesce a riattivarsi, e la stella collassa completamente, formando un buco nero silenzioso e invisibile.

Sappiamo finalmente cosa ha acceso le luci all’alba dei tempi

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Le galassie nane hanno giocato un ruolo cruciale nell'illuminare l'Universo primordiale, come rivelato dai dati dei telescopi spaziali Hubble e James Webb. Queste piccole galassie emettevano fotoni ionizzanti che hanno contribuito a trasformare l'idrogeno neutro in plasma, un processo fondamentale per la reionizzazione cosmica. Grazie all'osservazione dell'ammasso di galassie Abell 2744, i ricercatori hanno scoperto che le galassie nane erano più numerose e più luminose di quanto previsto, producendo una quantità di radiazioni sufficienti per completare la reionizzazione dell'Universo. Questo studio offre nuove intuizioni sull'evoluzione dell'Universo e sulle origini della luce cosmica.

Rivelate come saranno le case sulla Luna: avranno più piani

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La Luna potrebbe presto non essere solo un luogo di esplorazione, ma anche un habitat permanente per gli esseri umani. Dalla storica missione Apollo del 1969, gli sforzi per abitare il satellite hanno portato a sviluppi tecnologici significativi. Oggi, con il programma Artemis della NASA, le missioni lunari si concentrano sulla creazione di una base sostenibile, aprendo la strada a strutture innovative in grado di garantire la vita e il lavoro degli astronauti in condizioni estreme. Tra i progetti in fase di sviluppo c'è un habitat gonfiabile a tre piani, destinato ad ospitare fino a quattro astronauti, con sistemi avanzati per supportare la vita e la ricerca scientifica.