Gli astronomi, grazie al telescopio spaziale James Webb, hanno esplorato Westerlund 1, un ammasso stellare supermassiccio situato a 12.000 anni luce dalla Terra. Con una massa di 63.000 Soli e oltre 6,6 anni luce di ampiezza, Westerlund 1 ospita centinaia di stelle gigantesche concentrate in uno spazio ristretto. Le osservazioni del progetto EWOCS hanno rilevato persino nane brune e dischi protoplanetari attorno a giovani stelle, suggerendo che pianeti potrebbero formarsi in questo ambiente. Lo studio offre nuove intuizioni sull'impatto degli ambienti densi sulla formazione di stelle e pianeti, aprendo la strada a scoperte senza precedenti.
TOI-3261b, un raro Nettuno caldo, è stato scoperto a 979 anni luce dalla Terra. Questo esopianeta, con una massa pari a 30 masse terrestri, compie un’orbita completa in sole 21 ore attorno a una stella nana arancione. Si ipotizza che il pianeta, formatosi come un gigante gassoso, abbia perso parte della sua atmosfera a causa dell’intensa radiazione stellare. La scoperta rappresenta un'opportunità per approfondire i processi di formazione ed evoluzione dei pianeti giganti grazie al telescopio spaziale James Webb.
Gli astrofisici hanno recentemente fatto luce su un mistero cosmico, analizzando un particolare tipo di galassia soprannominata UFO (Ultra-red Flattened Objects). Questi oggetti, enormi dischi galattici straordinariamente polverosi, sono stati scoperti per la prima volta nel 2022 dall’astrofisica Erica Nelson dell’Università del Colorado a Boulder. Queste galassie, invisibili ai telescopi tradizionali come Hubble, sono state […]
Lunedì 25 novembre, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha svelato una straordinaria immagine della galassia Sombrero, nota anche come Messier 104 (M104). Catturata dal telescopio spaziale James Webb, la foto mette in luce dettagli mai visti prima: un nucleo debolmente luminoso circondato da un disco interno di polvere e un anello esterno ricco di particolari rivelati […]
Gli scienziati della NASA, utilizzando il telescopio James Webb, hanno osservato un oggetto insolito, Centaur 29P, situato tra le orbite di Giove e Nettuno, che emette periodicamente getti di gas, tra cui anidride carbonica e monossido di carbonio. I centauri, una combinazione tra asteroidi e comete, provengono probabilmente dalla fascia di Kuiper e conservano informazioni preziose sulla formazione del sistema solare. Sebbene le comete emettano gas a causa del calore solare, il meccanismo dietro le emissioni dei centauri rimane sconosciuto e richiederà ulteriori studi.
Il James Webb Telescope, il più grande osservatorio della NASA , ha trovato un esopianeta coperto da un involucro di vapore, il primo mai visto nel suo genere. Chiamato GJ 9827 d, questo mondo è quasi il doppio della Terra e la sua atmosfera è quasi interamente composta da vapore acqueo.
Eshan Raul, uno degli autori dello studio, ha commentato che questa è la prima volta che un mondo del genere viene osservato. “Il pianeta sembra essere composto principalmente da vapore acqueo caldo, il che lo rende qualcosa che chiamiamo 'mondo a vapore'. Per essere chiari, questo pianeta non è ospitale [per la vita] , almeno per i tipi di vita che conosciamo sulla Terra”, ha sottolineato.
Trovato a circa 100 anni luce dalla Terra, l'esopianeta GJ 9827 d è stato scoperto nel 2017 dal telescopio spaziale Kepler. Dista appena 8,4 milioni di chilometri da GJ 9827, la sua stella, una distanza equivalente al 6% di quella tra la Terra e il Sole. La vicinanza è tale che GJ 9827 d orbita attorno alla stella in poco più di sei giorni terrestri.
Nel 2023, il telescopio spaziale Hubble ha rivelato i primi segni della possibile presenza di vapore acqueo. Ora, la sensibilità degli strumenti di James Webb ha dimostrato che il pianeta non solo presenta segni di vapore acqueo, ma che ne è praticamente avvolto.
Gli astronomi avevano già ipotizzato che potessero esistere pianeti “a vapore” come questo, ma non ne avevano ancora osservato nessuno. "GJ 9827 d è il primo pianeta su cui abbiamo rilevato un'atmosfera ricca di molecole pesanti, come i pianeti rocciosi del Sistema Solare", ha affermato Caroline Piaulet-Ghoraye, autrice che ha guidato lo studio. “Questo è un grande passo”, ha aggiunto.
Gli autori sospettano che ci debbano essere molti altri esopianeti di vapore nascosti pronti per essere scoperti. Se è così, è possibile che mondi di questo tipo siano abbastanza comuni.
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