Una corsa salvezza al cardiopalma. Due popoli, due città, attaccati all’ultima deviazione fino all’ultimo centesimo di secondo. Era da anni che non assistevamo ad un duello così avvincente anche in coda come quello che a distanza tra Lecce e Cremona sta attanagliando speranze e riti scaramantici settimana dopo settimana.
E stanotte abbiamo assistito a scherzi del destino e rovesci umorali che non si vedevano da tempo. Meravigliosamente intrattenenti per chi segue da lontano e super partes, decisamente meno per chi soffre e spira sentimento per le due fazioni impegnate così serrate a distanza. La Cremonese che vince ad Udine nella settimana in cui, dopo quella in cui aveva accorciato, aveva previsto e sostanzialmente quasi messo in cassaforte il desiderato sorpasso. Col Lecce a Sassuolo, tutto poteva succedere. E quel tacco di Pinamonti aveva fatto esplodere di gioia settore ospite in Friuli.
C’è una premessa: Sassuolo che ha venduto cara la pelle, aspetto che fa bene a tutto il movimento. Ma all’ultimo respiro, all’ultima torre, Stulic ha trovato il gol più pesante di tutta la carriera: 3-2 Lecce a Reggio Emilia ed scossa sismica in Salento. Controsorpasso giallorosso e Difra in campo: di nuovo col beccuccio avanti, chissà se stavolta il destino non abbia sorriso al tecnico leccese dopo due retrocessioni consecutive.
Un vero e proprio sospiro di sollievo a Lecce, una mazzata per tutto il mondo Cremonese. 35 a 34, con quegli spettri forse scacciati definitivamente. Perché il calendario adesso sorride ai salentini: Genoa già salvo al Via del Mare, mentre a Cremona arriva il Como. Boccone amarissimo da digerire, in storie e destini a distanza, per Marco Giampaolo: l’anno scorso allenatore di quella storica salvezza leccese, oggi tecnico di chi quel Lecce proprio può definitivamente affondare. 90 giri di lancette, batticuore puro.


