Pallavolista transgender sogna campionato femminile volley

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La storia – “L’ultimo esame è andato bene: non lo vivo come un peso, non ho niente da nascondere e sono fiera di quello che sono” racconta la pallavolista al quotidiano piacentino Libertà.  E a Codogno, Lombardia, che inizia la storia di Eleonora Pescarolo, il suo nome prima era Nicholas, va via di casa a 14 anni perché i genitori “non comprendevano chi ero”, ora invece “hanno grandissima stima di me, sono fieri di quello che sono diventata”. 
Il percorso di transizione inizia nel 2015, nel 2020 l’operazione ma – come rivela lei stessa – anche prima dell’intervento si è sempre presentata al femminile: “Ho ricevuto solo enorme rispetto, anche se devo dire persone disinformate che stigmatizzano le mie scelte non sono mai mancate”. Il suo esordio nella pallavolo è con la Juventina di Casalpusterlengo: “In ogni squadra in cui ho giocato si sono sempre resi disponibili a concedermi uno spogliatoio personale. Posso dire di essere stata fortunata, non capita a tutti”. 

Gli obiettivi – Nel 2015 riceve una medaglia d’argento nel trofeo delle regioni e nel 2016 di oro, il suo prossimo traguardo sarà quello di entrare a far parte della squadra femminile di volley. “Per lo Stato italiano ho smesso di esistere due anni fa, ora aspetto la mia rivalsa anche in ambito sportivo – conclude – sono fierissima di quello che ho conquistato quando ero ancora nel corpo di Nicholas, se non fosse per il mio passato forse non avrei neanche iniziato a giocare a pallavolo”. 
 

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