Col Presidente dell’Associazione Italia Arbitri, Antonio Zappi, squalificato per 13 mesi, non sussisteva certamente la necessità di un altro terremoto nella classe arbitrale italiana, come quella che nelle ultime ha coinvolto il capo designatore della CAN (la Commissione Arbitri Nazionale) di A e di B, Gianluca Rocchi, indagato per frode fiscale dalla Procura di Milano.
La notizia ha fatto talmente rumore e suscitato talmente scalpore attorno ad una categoria presa di mira su tutti i campi per contestazioni ed errori che si ripetono a macchia di leopardo, che Rocchi ha clamorosamente deciso in serata di autosospendersi dal ruolo fin qui ricoperto.
“In merito alla vicenda odierna, in accordo con l’Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can – spiegherà in una nota raccolta dall’Ansa – Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia, vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima”.
Adesso c’è da capire come la CAN chiuderà la stagione. C’è bisogno di un designatore per le prossime quattro giornate d’A e due di B, proprio quelle dei verdetti finali. Un’onda anomala, quest’indagine, che non solo accompagna in tinta unita la squalifica di Zappi, ma soprattutto diventa altro specchio che mostra esattamente ciò che vive il calcio italiano di oggi: un movimento completamente da rifondare, ad ogni latitudine.


