PECHINO – Torna a salire la tensione internazionale sul fronte iraniano dopo il rientro negli Stati Uniti del presidente Donald Trump dal viaggio diplomatico a Pechino. Secondo quanto riportato dalla CNN, la possibilità di una ripresa delle operazioni militari contro l’Iran non sarebbe mai stata così concreta dall’inizio del cessate il fuoco.
La recente “due giorni” diplomatica avrebbe infatti favorito un parziale disgelo nei rapporti internazionali, senza però produrre la svolta auspicata sul piano politico e strategico.
Nel frattempo, dall’arsenale navale di Augusta sono salpati due cacciamine italiani, il Crotone e il Rimini, che potrebbero essere impiegati nello Stretto di Hormuz in caso di consolidamento della tregua. Le due unità sono dirette inizialmente a Gibuti attraversando il Canale di Suez e impiegheranno circa un mese per raggiungere il Golfo.
Secondo il The New York Times, Stati Uniti e Israele starebbero conducendo “intensi preparativi” per una possibile ripresa degli attacchi contro l’Iran già dalla prossima settimana. Una notizia che ha trovato ampio spazio anche sulla stampa israeliana.
Fonti mediorientali citate dal quotidiano americano parlano di un rafforzamento delle opzioni militari a disposizione della Casa Bianca. Tra queste figurerebbero bombardamenti più estesi contro obiettivi militari e infrastrutture iraniane, ma anche operazioni speciali mirate al recupero di materiale nucleare custodito nei siti sotterranei del Paese.
Secondo le indiscrezioni, centinaia di membri delle Forze Speciali statunitensi sarebbero stati dispiegati in Medio Oriente già dallo scorso marzo per preparare eventuali operazioni sul terreno, in particolare nell’area del sito nucleare di Isfahan.
Un’azione di questo tipo, tuttavia, comporterebbe rischi elevatissimi e potrebbe richiedere il coinvolgimento di migliaia di soldati di supporto, con la concreta possibilità di scontri diretti con le forze iraniane.
Anche da Teheran arrivano segnali di allerta: le autorità iraniane avrebbero già avviato preparativi in vista di una possibile ripresa delle ostilità.


