Clima incandenscente a Casa Milan. Tensione elettrica, assolutamente esplosiva. Si respira aria di ribaltone. Chi conosce milanismo lo sa, la rivoluzione è ormai dietro l’angolo. Specialmente durante un’era come quella RedBird in cui può succedere tutto ed il contrario di tutto. Il finale di stagione tremendamente deludente, d’assoluta crisi come mostrano le 4 sconfitte nelle ultime 6 che adesso hanno messo a rischio eccome la qualificazione in Champions, non solo ha lasciato scorie ma può soprattutto significare importanti conseguenze.
Tutti in bilico, nessuno escluso. D’altronde la cassa di risonanza delle parole di Cardinale ha fatto rumore, eccome. Che ha parlato di fallimento, in caso di mancata qualificazione Champions. Ha sottolineato quanto e come i soldi siano stati spesi in maniera sbagliata: di fatto contestando chi li ha spesi, difendendo chi li ha tirati fuori. Ma è lui che ha scelto e delegato. E adesso la piazza urge risposte, anzi, contesta e chiede teste. Quelle dell’AD Giorgio Furlani, contestatissimo anche stanotte fuori Casa Milan.
Ma andiamo per gradi. Ieri è andata in scena una riunione a Londra tra Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, il quale adesso rinforza la sua posizione e sembra quello meno vicino alla partenza. Sulla posizione di Furlani aleggia più mistero: ma pesa, ruota tutto, se resta o va via cambiano scenari. Tutti devono rendicontar qualsiasi manovra all’AD: Tare ed Allegri, tra l’altro già di per sé figure molto differenti tra loro. Tare scopri talenti, Allegri predilige esperienza già fatta. Non potevano collimare e così è stato: 80 milioni per Jashari e Nkunku. Il direttore sportivo è quello più vicino a a salutare. Quindi c’è Max, tornato pesantemente in discussione: in caso di quinto posto, rischia eccome. Voci di corridoio parlano di discussioni accese con Ibra, oggi tornato evidentemente punto fermo; ed il tecnico livornese è forse la panchina scelta per il nuovo corso della Nazionale.
Insomma, tanta carne al fuoco. Al momento il borsino dice Tare fuori, Furlani 50/50, Ibra dentro ed attenzione ad Allegri. Se cambia DS, chi entra può portar nuove idee: di conseguenza, rischia eccome anche l’allenatore. Tutto può succedere. 180 giri di lancette alla fine del campionato: Champions o non Champions, ci passa il mondo. Ed in caso di fallimento, a Casa Milan può volar qualsiasi testa. Si preannuncia un giugno tremendamente esplosivo, in casa rossonera.


