18 Luglio 2026

Galassie lontane anni luce, PSG-Bayern spot extraterrestre: 5-4 al Parco dei Principi, ed era solo l’atto primo

Avevamo intuito non fosse una partita come le altre. Avevamo intuito fosse una finale anticipata. E le due squadre che interpretano di più la direzione verso cui sta andando il calcio europeo d'elite non hanno tradito, anzi, sono andate oltre le più folli aspettative. PSG-Bayern è stata semplicemente una partita senza senso. Senza senso per…
28 Aprile 2026
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Avevamo intuito non fosse una partita come le altre. Avevamo intuito fosse una finale anticipata. E le due squadre che interpretano di più la direzione verso cui sta andando il calcio europeo d’elite non hanno tradito, anzi, sono andate oltre le più folli aspettative. PSG-Bayern è stata semplicemente una partita senza senso. Senza senso per la nostra galassia, quella italiana, lontana anni luce e persino afflitta da problemi e macerie d’ogni tipo.

L’atto primo della semifinale tra le due squadre più forti e futuristiche d’Europa è finita 5-4. Già, per i transalpini. Che stasera hanno spiegato al mondo perché non vogliono ancora abdicare o ereditare. Una gara letteralmente esplosa a cavallo tra i due tempi, tra tramonto del primo e apertura del secondo. Kane apre dal dischetto prima del pari di Kvara; quindi sorpasso Joao Neves prima della fiammata Olise che porterebbe tutto in parità prima dell’intervallo; condizionale d’obbligo però, perché al tramonto rigore Var per il PSG che Dembelé realizza in maniera perfetta, episodio su cui il PSG monta sulla scia e prova a scappare sempre con Kvara e Dembele che chiudendo ripartenze fulminee portano Luis Enrique 5-2 sopra e vicinissimo a Budapest. Ma la partita infinita ha ancora tanto da dire e l’avrà per altri 90 e passa minuti o forse ancora di più, in Baviera, chissà; in mischia Upamecano, quindi gioiello Diaz, 5-4 e finale di marca talmente bavarese che solo destino stellare ha voluto non finisse 5-5.

Finisce 5-4, tutto vero. E tutto clamorosamente aperto. Dalle fiammate del PSG: stretto, tecnico e denso, solo così completo in ripartenza. Alla risposta del Bayern, che nel momento più complicato ha dimostrato d’esser enorme e pronto alle Grandi Orecchie. Trame, fiammate e classe; ma al contempo pure attributi e dimensione mentale: c’è stato tutto, s’è rasentata la perfezione. Sarà un peccato che una delle due non trionferà. E solo una andrà a Budapest. Perché è stata una delle semifinali più belle di sempre. A chi contesta le difese (ecco perché proprio filosoficamente si perde in partenza), rispondiamo che è pseudo-impossibile quasi antifisico arrestare o arginare certe fiammate ma soprattutto certi ritmi. Stasera chi ama il calcio ha goduto, in qualsiasi maniera.