Settembre 2026 è stato il secondo settembre più caldo mai registrato a livello globale, superato soltanto dal settembre 2023. La temperatura media dell’aria sulla superficie terrestre ha raggiunto 16,27 °C, pari a 1,63 °C sopra la media preindustriale del periodo 1850-1900. È il secondo mese consecutivo del 2026 a oltrepassare la soglia di 1,5 °C, dopo agosto.
A rendere il dato particolarmente significativo è il rafforzamento di El Niño, il fenomeno climatico naturale legato al riscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale. Le temperature della superficie marina nella fascia oceanica al di fuori delle regioni polari hanno raggiunto in settembre una media di 21,05 °C: il valore più alto mai registrato per quel mese nella serie di Copernicus.
Secondo il direttore del servizio europeo, Carlo Buontempo, la sequenza di mesi oltre 1,5 °C potrebbe proseguire: El Niño è ancora in intensificazione e potrebbe contribuire a mantenere elevate le temperature globali anche nel 2027.
Il dato mensile non significa, da solo, che l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale a 1,5 °C stabilito dall’Accordo di Parigi sia stato definitivamente superato: si tratta di una soglia riferita al riscaldamento medio di lungo periodo. Ma la successione di mesi così caldi, insieme al record delle temperature oceaniche, segnala una pressione crescente sul sistema climatico.

