Col successo sulla Lazio del Monday Night di Serie A che chiudeva la 32° giornata, la Fiorentina può finalmente e sostanzialmente brindare alla salvezza. Manca chiaramente la matematica, ma ormai l’obiettivo è raggiunto. Possono tirare tutti un sospirone di sollievo: gli ultimi successi, l’ultima fuga, è stata decisiva per staccar definitivamente le acque che ormai coinvolgono una corsa esclusivamente a due per evitare il terzultimo posto, tra Lecce e Cremonese.
Il merito è di Paolo Vanoli. Arrivato nel post Pioli, coi viola ultimissimi in classifica, in piena contestazione, con soli 4 punti nelle prime 10 giornate. Oggi, a ben sei dal termine, la Fiorentina ne ha 35. Nel girone di ritorno una media europea. Da dicembre, nonostante inizi difficili e contestato pure lui, la svolta: il passaggio al 4141 e squadra più offensiva. Malgrado quel Kean a singhiozzi, tutt’oggi alle prese coi problemi alla tibia, ha saputo trovare il bandolo della matassa e guidare, con determinazione e dignità, una barca quasi alla deriva in un Oceano in tempesta.
Probabilmente in estate strade separate, Paratici e la dirigenza punteranno su qualcosa di differenti e tecnicamente più alla moda, come vogliono i giorni d’oggi. Perseguiranno espressione differente, ma il merito è solo di Vanoli: senza di lui, a far questo tipo di pensieri la società nemmeno sarebbe potuta arrivare. Adesso c’è da chiudere un campionato in bellezza e perché no, sognare un clamoroso ribaltone giovedì ai quarti di ritorno di Conference al Franchi col Crystal Palace. Intanto però poteva esser tragedia nell’anno del Centenario, così non sarà: la viola è sostanzialmente salva.


