Non c’è pace per i lavoratori dello stabilimento Stellantis di Cassino-Piedimonte San Germano. Aprile, che avrebbe dovuto essere il mese della riapertura dei cancelli, si sta trasformando in un vero incubo per gli operai. Infatti, nonostante la ripresa fosse inizialmente fissata per il 20 aprile, l’azienda ha gelato le aspettative di tutti comunicando un ulteriore slittamento: le linee resteranno ferme fino al 24 aprile compreso. Se non ci saranno nuovi scossoni, i cancelli riapriranno solo il 27.
La situazione all’interno del sito produttivo è molto critica. Di fatto, ad aprile non si è lavorato nemmeno un giorno. Gli operai sono bloccati a casa ormai dal mese di marzo e l’impatto economico sulle famiglie è pesantissimo. Gli stipendi sono crollati: le entrate attuali oscillano tra i 1.000 e i 1.200 euro mensili, cifre che rendono difficile coprire anche solo le spese di base.
Ma se Stellantis piange, le aziende che ruotano attorno alla galassia del gruppo di certo non ridono. Il fronte più caldo è quello della vertenza Trasnova. Il tempo stringe: l’appalto scade il prossimo 30 aprile e il futuro dei lavoratori è appeso a un filo. Nelle prossime ore è previsto un incontro al Ministero per cercare una soluzione. Al momento, l’unica reale speranza di salvezza è rappresentata dagli ammortizzatori sociali.
Le prossime 48 ore saranno cruciali anche per altre realtà dell’indotto, con l’attenzione spostata sui tavoli romani. Domani (giovedì 16) e dopodomani sono stati infatti convocati i vertici di Logitech e Teknoservice: anche in questo caso si cerca una via d’uscita per evitare il collasso occupazionale.


