C’è una storia di calcio continentale passata colpevolmente nell’ombra ma che adesso, anche mediaticamente, esce allo scoperto. Parliamo di calcio danese, non esattamente il football per club più famoso in Europa, ma pur sempre protagonista di dignitosi traguardi nelle coppe europee del giovedì e sempre espressione di una nazionale che invece, malgrado l’appuntamento mancato coi Mondiali d’America, non manca mai occasione per recitar ruolo importanti ad ogni manifestazione iridata o continentale, per tradizione. L’America, se vogliamo, proprio l’eccezione.
Il calcio di cui parliamo è quello danese. Già, proprio in Danimarca, dove il Midtjylland è una delle squadre più forti e competitive altresì nei confini europei degli ultimi decenni. Dove c’è un ragazzo che aveva già debuttato con la maglia rossonera in Europa League che però, nel weekend, è stato sottotraccia vittima e protagonista di un episodio gravissimo ed increscioso. Parliamo del 19enne Alamara Djabi. Un accoltellamento, in circostanze oscure e misteriose su cui lo stesso club manterrà il massimo riserbo. Doppio intervento, adesso è uscito dal coma farmacologico. Chi di dovere continua ad indagare.
“Nel fine settimana si è verificato un grave accoltellamento a Herning, in cui il 19enne Alamara Djabi dell’FC Midtjylland è rimasto gravemente ferito. Alamara Djabi era in pericolo di vita ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza. In seguito ha subito un altro intervento e, grazie all’impegno professionale del personale di soccorso intervenuto e successivamente dei medici dell’ospedale, le sue condizioni sono ora stabili. Si è risvegliato dal coma farmacologico e, considerate le circostanze, sta bene. L’FC Midtjylland è in stretto dialogo e in piena collaborazione con le autorità e sta fornendo supporto ad Alamara Djabi e alla sua famiglia. Nel rispetto delle indagini in corso da parte della polizia, comprese le interviste ai testimoni e le indagini stesse, non rilasciamo ulteriori commenti. Chiediamo la comprensione del pubblico e il rispetto della privacy di Alamara Djabi e dei suoi cari in questa difficile situazione”.


