Nessuna sorpresa a San Siro. L’Inter celebra e festeggia il 21° scudetto della sua storia. Strameritatamente, condendo una cavalcata dall’inizio alla fine, senza che nessun concorrente sia stato in grado di tenere il passo. Al Meazza stasera era tutto pronto, bastava un pari, ma l’Inter ha ancora una volta fatto il suo, regolando e freddando il Parma 2-0: ci pensa Thuram al tramonto del primo tempo, quindi Mkhitaryan su cioccolatino di chi rientrato in tempo, capitan Lautaro.
Nessun sospirone, tutto secondo programma, amministrazione nerazzurra e trionfo tricolore. Due anni dopo l’Inter torna sul trono d’Italia e francamente, questo diventa l’aspetto più preponderante da snocciolare, in pochi l’avrebbero previsto o pensato ad inizio giugno scorso. Beffa Napoli ma soprattutto umiliazione in Baviera, Inzaghi via e gruppo anagraficamente forse a fine ciclo. Quel forse divenne d’obbligo, perché Chivu ha saputo riaccendere quella scintilla all’interno di una Pinetina depressa per come si chiuse la scorsa stagione.
E quindi qualcosa da sistemare, senz’altro, quegli scontri diretti non andati esattamente come pensato e su cui si può lavorar soprattutto in chiave europea. Ma intanto stasera si sono sistemati i conti.. con Conte e con la Serie A. Che torna lassù, alla squadra più forte. Con ben tre giornate d’anticipo, aspetto che permetterà a Chivu di preparare adesso la partita più importante di questo finale di stagione, la finalissima di Coppa Italia con la Lazio per un Double che ormai non riesce dai tempi di Mourinho. E bravissimo il romeno, applausoni più grandi a lui, che vince proprio contro il suo Parma, quella salvezza quasi miracolosa di dodici mesi fa che premiata, gli ha permesso oggi di star a San Siro e laurearsi campione d’Italia. Destini e cerchi della vita.


