S’è spento in Brianza l’ultimo sogno di Ignazio Abate, giovane coraggioso allenatore che alla prima esperienza lontano dalla prestigiosa culla che l’ha lanciato, Milanello, è riuscito a far sognare una città intera, Castellamare di Stabia. Alla fine è il Monza che rispetta i pronostici e dopo essersela vista all’andata nella bolgia del Menti, rimontando 2-2 una gara che s’era messa 2-0, ieri ha chiuso i giochi e centrato la finalissima playoff: ci pensa Cutrone, doppietta nel finale, forse volto iconico di una squadra che per ingaggi e profili è stata ricostruita per l’immediato ritorno in massima serie. Sospirone per Bianco, dopo la delusione d’aver perso il secondo posto per la promozione diretta: scrolla pressione, dover ricominciare dai playoff è sempre terreno insidioso per tutti.
Adesso è tempo di pensare alla finalissima. Ma prima, c’è da scoprire chi sarà l’avversario. Se tutti si aspettavano il Palermo, a meno di miracoli alla Favorita dovranno ricredersi. Stasera il secondo anno della semi più clamorosa: favola Catanzaro, all’andata 3-0 sui rosanero. Qualcosa che fa ancora a tutti gli effetti clamore, ma che soprattutto ancor prima di giocare la gara di ritorno ha scatenato contestazione in Sicilia. Anche Inzaghi sotto attacco, nessuno escluso, soprattutto un tecnico additato come Stroppa specialista del salto di categoria. I sogni del Catanzaro o l’esperienza / potere economico del Monza: se i giallorossi dovessero resistere stasera e protrarre la loro favola in finale, sarà una doppia finalissima ricca di contenuti.


