L’Italia non parteciperà ai prossimi Mondiali. E più passano i giorni, più è bene che chi dovrà necessariamente rifondare il movimento si mette l’anima in pace ed una volta chiuse le elezioni federali a giugno, con doveroso bagno d’umiltà dopo tre fallimenti iridati consecutivi, inizi il processo di ricostruzione a Coverciano. Anche perché altrimenti si illudono speranze popolari, oggi forse definitivamente stroncate.
Le parole di Zampoli, inviato italiano di Trump, che aveva ricandidato l’Italia al ripescaggio in vista della kermesse iridata in programma a giugno, resteranno soltanto mera suggestione politica. A spegnere ogni credenza c’ha pensato direttamente il presidente degli Stati Uniti d’America, uno dei tre paesi ospitanti, che continua a proteggere i diritti tecnici della Federazione Iraniana che sul campo ha conquistato meritatamente la propria partecipazione: “L’Italia al posto dell’Iran ai Mondiali? Non ci penso troppo.. E’ una domanda interessante.. Stanno pensando di rimpiazzare l’Iran? Non vogliamo penalizzare gli atleti”.
Insomma, inequivocabile. Malgrado conflitti che attanagliano cronaca e politica estera, Trump strizza l’occhio all’Iran. In ogni caso decide la Fifa, con norme che parlano chiaro; in caso di forfait infatti il posto iraniano spetterebbe comunque ad un’altra realtà del continente asiatico, gli Emirati Arabi Uniti, che hanno chiuso in terza piazza il raggruppamento di qualificazione finale.


