La Francia è l’esempio tangibile e concreto della difficoltà dell’integrazione, dell’impossibilità della vera integrazione, non solo la Francia ma l’Europa e il mondo.

In America come ovunque c’è “la comunità italiana “, in Germania la comunità turca, in ogni posto dove ci sono i primi rappresentanti di un popolo, di un’etnia, automaticamente ce ne saranno sempre di più, nasceranno quartieri, villaggi fatti solo dello stesso popolo.

Perché? Perché ciascuno nasce dalla propria pelle, dalla propria storia, col proprio credo e con le proprie usanze.

Ebrei e Palestinesi da secoli lottano per la propria terra, per le radici, loro come altre moltitudini di persone.

Qualcuno dirà…ma gli italiani, ma gli spagnoli, ma …

Ma niente, si scambia l’integrazione con la pacifica convivenza, dove ci sono gli italiani ci sarà sempre un ristorante con i piatti tipici, una casa col pupo o con la bottiglia di sughero o con i limoni o con la ruta così come in altre comunità ci sarà una moschea, un piatto di couscous, un cavallo anglohispanoarabe e la paella o le nacchere, una staccionata e un cappello da cowboy, o la foto di Bob Marley è un sax.

Integrare è la cosa più difficile del mondo, ci vuole cultura, intelligenza, poliedricità, capacità, territorio, saper vivere senza ideologia o finta ideologia perché la finta ideologia è il peggiore dei simboli.

Ci sarà convivenza pacifica, accettazione dell’altro, matrimoni misti ma le radici per chi le ama restano, ci saranno figli bilingue che si troveranno a scegliere o a convivere in modo a volte ostacolato anche se nati in una terra non loro.

L’integrazione non può essere per questo paese dove l’ignoranza è a livelli stratosferici, dove l’ideologia confezionata è ancora quella del dopoguerra, dove non c’è territorio, non c’è lavoro, non c’è onestà intellettuale, dove collusioni particolari fanno la legge, dove si chiede a chi ha fatto il paese di adattarsi all’altro, dove si pensa di essere bravi lasciando delinquere senza punizione, non è l’Italia il paese che può parlare di integrazione, l’Italia non può più permettersi nemmeno qualcosa che abbia a che fare con la civiltà, l’Italia Non lo può fare se un “onorevole “ si può permettere di dire “sciacallo” ad un ministro della repubblica.

Qui, ormai, non ci si tollera nemmeno tra figli e genitori, non esiste educazione, rispetto e infatti il mondo lo ha capito bene. Il mondo ha capito che questo è l’unico paese senza rispetto, senza timone e senza approdo e che l’unica cosa che vede è il soldo.

L’integrazione…è complessa ma qui non siamo più capaci nemmeno di esercitare la tolleranza in famiglia…l’Italia, come altri paesi non se la possono permettere perché incapaci di realizzarla.

Chi non è delinquente ce lo facciamo diventare

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