20 Ottobre 2026

Truffa da 36 milioni ai danni di Fideuram: coinvolto l’ex presidente Paolo Molesini

L’ex presidente di Fideuram Paolo Molesini sarebbe stato vittima, nel febbraio 2026, di una sofisticata truffa che avrebbe provocato alla società di private banking controllata da Intesa Sanpaolo una perdita di 36 milioni di euro. A ricostruire la vicenda è il Corriere della Sera, secondo cui tutto sarebbe iniziato con un messaggio su WhatsApp proveniente…
25 Settembre 2026

L’ex presidente di Fideuram Paolo Molesini sarebbe stato vittima, nel febbraio 2026, di una sofisticata truffa che avrebbe provocato alla società di private banking controllata da Intesa Sanpaolo una perdita di 36 milioni di euro.

A ricostruire la vicenda è il Corriere della Sera, secondo cui tutto sarebbe iniziato con un messaggio su WhatsApp proveniente da un falso Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo. Nel messaggio, il sedicente manager avrebbe chiesto a Molesini di disporre una serie di bonifici verso conti esteri, soprattutto in Cina e a Hong Kong, prospettando la possibilità di partecipare a un’importante operazione finanziaria.

L’indagine della procura di Milano

La vicenda è emersa dopo la denuncia presentata da Fideuram, assistita dall’avvocato Guido Alleva. Sulla base della denuncia, la procura di Milano ha aperto un’inchiesta affidata ai pm Barbara Benzi e Alfonso Servitiello.

Nell’ambito dell’indagine, la gip Sonia Mancini ha disposto il sequestro di 13 milioni di euro depositati su un conto bancario in Portogallo. La somma è stata bloccata grazie alla collaborazione delle autorità portoghesi, coordinata da Eurojust.

Mail contraffatte e voce clonata

Il raggiro sarebbe stato realizzato attraverso una complessa strategia di impersonificazione. Oltre al messaggio attribuito al falso amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, i truffatori avrebbero utilizzato email graficamente e tecnicamente molto accurate, apparentemente inviate dallo studio legale internazionale A&O Shearman Italia.

Sarebbe stata inoltre simulata una telefonata di Paolo Nastasi, managing partner dello studio e conoscente di Molesini, del tutto estraneo alla vicenda. La sua voce, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata clonata e riprodotta utilizzando strumenti di intelligenza artificiale.

Molesini aveva lasciato la presidenza di Fideuram a marzo, dimettendosi per “ragioni personali”.

Novantacinque milioni trasferiti all’estero

Nel complesso, a causa della frode, da Fideuram sarebbero usciti nell’immediato 95 milioni di euro, trasferiti su conti esteri. Di questa somma, 40 milioni sarebbero stati bloccati tempestivamente da una banca cinese grazie alla cooperazione interbancaria internazionale e all’intervento dei sistemi di sicurezza interna di Fideuram, che avrebbero individuato rapidamente le operazioni anomale.

Altri 36 milioni, invece, sarebbero transitati attraverso una serie di conti esteri e successivamente convertiti in criptovalute. La procura di Milano sta cercando di rintracciare il denaro attraverso rogatorie internazionali, con l’obiettivo di recuperarlo prima che i responsabili riescano a trasformare i bitcoin in denaro contante.

Le indagini proseguono per identificare gli autori della frode e ricostruire l’intero percorso delle somme trasferite.