Il primo episodio si è verificato ad Alatri lo scorso febbraio. Una donna di 79 anni è stata agganciata al telefono da un sedicente carabiniere. Il complice, recitando la parte del militare, ha spaventato la vittima parlando di gravi problemi giudiziari subiti da un suo familiare, chiedendo subito denaro e gioielli per risolverli. Sotto shock, l’anziana ha ceduto. Le indagini si sono concentrate sui filmati delle telecamere della zona: l’analisi dei fotogrammi ha permesso di individuare l’auto a noleggio usata da un 35enne della provincia di Napoli, già noto alla giustizia.
A marzo una dinamica simile ha riguardato Veroli. Una vedova di 88 anni è stata agganciata con la collaudata tecnica del ‘finto nipote’ che le ha detto di essere vittima di una grave crisi economica, pretendendo l’oro di famiglia che sarebbe poi stato ritirato da un’altra persona. Anche in questo caso i Carabinieri hanno ricostruito il percorso del truffatore incrociando i tabulati telefonici e la videosorveglianza. Il presunto autore della truffa, che si è realmente presentato alla porta della donna, è un 19enne egiziano, anch’egli residente nel capoluogo campano e con precedenti.
Gli esiti dell’operazione evidenziano come la sinergia tra la vigilanza sul territorio e i sistemi di videosorveglianza sia ormai vitale per arginare un fenomeno odioso come quello delle truffe a donne anziane.

