MILANO – Con l’avvicinarsi del periodo clou delle vacanze estive cresce anche il rischio di nuove truffe digitali ai danni dei viaggiatori. L’allarme arriva da Codici Lombardia, associazione a tutela dei consumatori, che invita gli utenti a prestare particolare attenzione a comunicazioni sospette ricevute dopo aver effettuato una prenotazione tramite Booking.com.
Negli ultimi mesi, infatti, sono aumentate le segnalazioni relative a tentativi di raggiro basati su informazioni reali riguardanti soggiorni e prenotazioni. Un fenomeno ribattezzato “breach booking”, nato dallo sfruttamento di dati sottratti attraverso account compromessi di alcune strutture ricettive.
Il meccanismo è particolarmente insidioso perché i messaggi inviati dai truffatori contengono spesso dettagli autentici: nome dell’ospite, hotel scelto, periodo della vacanza e numero della prenotazione. Elementi che rendono la comunicazione apparentemente credibile e spingono molti utenti a fidarsi.
La richiesta più frequente riguarda una presunta necessità di confermare il pagamento o aggiornare i dati della carta di credito entro poche ore, pena la cancellazione della prenotazione. Il link allegato, però, conduce a pagine false create con l’obiettivo di raccogliere informazioni bancarie e credenziali personali.
Secondo le segnalazioni raccolte dall’associazione, i criminali riuscirebbero ad accedere ai sistemi delle strutture partner della piattaforma, visualizzando le prenotazioni attive e sfruttando i canali di comunicazione disponibili per contattare direttamente gli utenti.
Un fenomeno che, secondo Codici Lombardia, avrebbe già coinvolto un numero significativo di viaggiatori. Le stime parlano di milioni di utenti interessati da tentativi di frode legati all’organizzazione delle vacanze e agli acquisti online.
L’associazione ha quindi invitato i consumatori alla massima prudenza, ricordando alcune semplici regole: non cliccare su link ricevuti tramite WhatsApp, SMS o posta elettronica, non fornire mai dati bancari attraverso comunicazioni non verificate e controllare sempre le informazioni entrando direttamente nell’applicazione o nel sito ufficiale della piattaforma.
In caso di dubbi è consigliabile contattare direttamente la struttura ricettiva utilizzando recapiti ufficiali, senza rispondere ai contatti indicati nei messaggi sospetti.
Codici Lombardia ha inoltre annunciato di aver presentato una diffida a Booking.com e di aver richiesto l’intervento del Garante per la protezione dei dati personali, chiedendo chiarimenti sulla portata della violazione, sul numero degli utenti coinvolti e sulle misure adottate per evitare ulteriori utilizzi impropri delle informazioni.

