Dicotomia azzurra in quel d’Amburgo. Dov’è partito e decollato l’ATP 500 tedesco che lo scorso anno incoronò Flavio Cobolli per uno dei momenti più importanti del suo 2025, quello che allora sì che gli permise di iniziar a far breccia sul serio nel tennis dei più grandi. Quest’anno per, ponte e perfetta transizione propedeutica tra Roma e Roland Garros, le cose non sono andate esattamente come desiderato.
Se infatti l’altro italiano protagonista e proveniente dalla super kermesse disputata nella Capitale, Luciano Darderi, brilla e vince immediatamente al debutto, per Cobolli è clamorosamente notte fonda: il campione in carica esce infatti già al primo turno. Flavio paga la tassa Buse, una vera e propria sentenza quest’anno per gli azzurri: come Berrettini a Marrakech e Sonego in America, il peruviano fa fuori il capitolino. Buse che diventa dunque vera e propria bestia nera per gli italiani, evidentemente. 6-2 a dominare il primo set, 7-5 con freddezza al tiebreak: la vittoria più importante e prestigiosa della carriera del peruviano, per la prima volta di successo contro un Top 20. Per Cobolli la sconfitta significa sì anticipare l’avvento a Roland Garros, a questo punto, ma al contempo pesa sul ranking: perde 450 punti e scende momentaneamente al 14° posto.
Dopo la straordinaria kermesse di Roma, un’avventura mozzafiato che l’ha proiettato non solo nei grandi schermi ma evidentemente anche nel gotha del tennis mondiale, Luciano Darderi invece parte bene con l’obiettivo d’arrivar fino in fondo anche ad Amburgo: demolito Burruchaga, biglietto per gli ottavi già in tasca, domani c’è il padrone di casa Hanfmann.


