Saranno soltanto tre le leggende in grado di partecipare a ben sei differenti edizioni dei Mondiali di calcio. Siamo al giorno delle convocazioni finali per tutte le 48 regine d’America che purtroppo senza Italia a giugno lanceranno l’assalto al Mondiale 2026. Sono ore di fibrillazione e fermento, ore di preghiere, ore di prestigio, ore in cui già si può far la storia.
Se nella notte il Brasile è letteralmente impazzito per la scelta di Carlo Ancelotti di convocare Neymar, poco fa il mondo del calcio ha celebrato evidentemente ancora Cristiano Ronaldo. E’ riuscito nell’obiettivo impossibile: centrare il sesto Mondiale, sì, ma a 41 anni. Qualcosa di senza senso per una macchina che riesce ad oltrepassare anche i confini della razionalità e adesso sogna di prendersi la rivincita di Qatar 2022, quando quelle lacrime sembravano il tramonto d’ogni speranza di gloria iridata, l’ultimo treno che non sarebbe più passato. Invece rieccolo lì, in prima fila, in prima linea, ancora una volta volto iconico del Portogallo, anche per l’ultima sfida oltreoceano.
Se Cristiano Ronaldo, ricevuta convocazione, ha già strappato spumante e ticket direzione America, nelle prossime ore toccherà ad altre due icone. Naturalmente l’altro GOAT generazionale, quel Leo Messi che invece già in Qatar coronò il sogno più grande, vincere il Mondiale. Sesto Mondiale anche per Leo, si attende soltanto la lista completa ed ufficiale di Scaroni. Ma attenzione, perché c’è un altro caso incredibile. Si parla di un portiere che è leggenda nel suo paese, Ochoa nel Messico, pronto last minute a far il terzo della selezione d’Aguirre. Anche in questo caso attimi determinanti, l’ufficialità può fioccare nel giro di poche ore. L’ex Salernitana come Messi e Ronaldo, chi l’avrebbe mai detto.


