La sottolineatura del libro rende il testo incomprensibile per i software di lettura automatica, minandone l’accessibilità per persone cieche o dislessiche
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Leggere un libro è un’attività molto personale, e ognuno ha il suo metodo per farlo: c’è chi ha sempre vicino un quadernetto per annotare le frasi più significative, chi sottolinea i passaggi che più lo hanno colpito, chi piega l’angolo delle pagine a suo dire più importanti.
Tuttavia, ci sono delle cose che non andrebbero mai fatte quando si tratta di libri – e non perché, come qualcuno pensa, i libri sono oggetti “sacri” da conservare immacolati come nuovi.
Un nostro gesto fatto con leggerezza, infatti, può trasformarsi in un ulteriore ostacolo per chi ha una disabilità visiva o un disturbo nell’apprendimento e minare la fruibilità del libro.
Stiamo parlando della sottolineatura del testo scritto – sia essa fatta con una penna, con la matita o con evidenziatori colorati.
Oltre a essere irrispettoso nei confronti dell’ente pubblico che mette a disposizione il libro che stiamo leggendo (biblioteca, istituto scolastico…), sottolineare un testo ne


