Un weekend di calcio europeo da leccarsi i baffi, quello appena trascorso. Siamo a fine stagione, siamo agli ultimi curvoni, e già dalla seconda metà aprile iniziano evidentemente ad arrivare i primi verdetti.
In copertina finisce ancora il Bayern Monaco. In una delle annate più fertili e scoppiettanti della sua storia recente. Prima di lanciar l’assalto alla Champions per un team che quest’anno ha dimostrato d’averne più degli altri e ne sa qualcosa il Real Madrid, era tempo d’assicurarsi la seconda Bundes consecutiva dell’era Kompany. Una vera e propria egemonia bavarese in Germania, rinata e tangibile, con numeri da record prima di lanciar l’assalto al Vecchio Continente. Numeri, gli stessi specchio di Kane, 51 timbri stagionali, a segno pure nel 4-2 decisivo che con quattro giornate d’anticipo assegnerà la Bundesliga 25/26 al Bayern di Monaco. Che adesso, pur senza Gnabry (unica nota stonata, fuori tre mesi e nemmeno Mondiale) potrà serenamente preparare la doppia semifinale col PSG, senza più oneri domestici, fuorché quella Coppa di Germania per sognare un Treble che sarebbe leggendario.
Tra i grandi volti del calcio internazionale resta ancora e comunque lo Special One, che non avrà vinto il campionato portoghese nell’anno del suo ritorno in patria sulla panchina del Benfica ma che ieri sera s’è tolto l’ennesima grande soddisfazione. Alla fine di una partita infinita, rocambolesca e totalmente folle, 2-1 finale in casa Sporting e derby di Lisbona tutto Lisbona, con annesso sorpasso in classifica al secondo posto. Il timbro decisivo è di Rafa Silva, fendente a gelare l’entusiasmo di chi forse, ai punti, meritava di più. Beffardo e velenoso, stregone intramontabile.
Poco più distante dal Portogallo ma pur sempre in penisola iberica, si assegnava in Spagna l’edizione 2026 della Coppa del Re. Che, a dispetto del bel momento dell’Atletico tornato in semifinale di Champions nove anni dopo l’ultima volta, stavolta vede ogni sogno di gloria domestico infrangersi alla lotteria dei rigori: vince la Real Sociedad come nel 2020 col Bilbao, lo fa a Siviglia, notte amarissima per Griezmann che con la delusione inflitta dalla sua ex squadra chiude senza l’ultimo trofeo l’esperienza all’Atletico. Adesso resta solo sogno Champions.


