Prosciutto di Parma, San Daniele, Toscano e Di Norcia: i migliori prosciutti crudi italiani a confronto per scoprire le principali differenze e imparare a scegliere quello giusto per ogni occasione.
Il mercato agroalimentare italiano può vantare un gran numero di varietà di prosciutto crudo di grande eccellenza. L’arte della norcineria è nata nel periodo etrusco (VI-V secolo a.C.) e si è tramandata fino ad oggi, migliorandosi e permettendoci di avere a disposizione un’ampia scelta di prosciutti crudi al banco della salumeria. Tanto ampia che a volte siamo in difficoltà e finiamo per basare la nostra scelta sul prezzo e non sulle caratteristiche del prodotto. Proviamo quindi a fare chiarezza sulle principali caratteristiche e differenze dei prosciutti crudi italiani più rinomati.
I tipi di prosciutto crudo a confronto
Il prosciutto crudo è da sempre considerato il re della salumeria italiana. Ci sono buone ragioni a sostenere questa tesi: il sapore è unico, dolce e salato al tempo stesso, la lavorazione è lunga e complessa, e deve seguire operazioni e tempi ben specifici. Molti dei prosciutti italiani godono di marchi di tutela, come


