Evidentemente le stelle, così come gli astri, si erano tutte perfettamente allineate. Evidentemente, soprattutto, le stesse divinità ciclistiche, lassù. Che per una volta hanno deciso di portar in paradiso la classe operaia. Chi sempre in sordina, chi con umiltà sempre a servizio del gruppo, chi sempre dietro. Per una volta davanti, trionfo in copertina.
Se i riflettori in queste ore illuminano la settima tappa del Giro d’Italia 2026, l’Italia non può che fermarsi e celebrare quanto avvenuto alla sesta. Quella che ha premiato la favola di Davide Ballerini. L’acquazzone, il diluvio, come un film; quindi il crollo di massa a pochi metri dal traguardo e lui, il più lesto di tutto, a cui gli si spalcano davanti le porte della gloria e con freddezza mette in cassaforte l’occasione: braccia al cielo a Piazza del Plebiscito, per un standing ovation d’emozione a cui susseguono le lacrime del campione, per un trionfo sognato per una vita intera.
Un’altra lezione che ha emozionato l’Italia. Nella stessa settimana in cui Pellegrino nel tennis dopo mille sacrifici a 29 anni arriva ad affrontare dalle pre-qualificazioni Sinner agli ottavi, a 31 primavere trionfa Ballerini: non è mai tardi per la gloria. Davide, però, non Franco, di cui conserva i poster in camera. Non c’è parentela, adesso però spunta quel meraviglioso filo conduttore, quello della gloria. A 31 anni vince la sesta tappa del Giro d’Italia ed il Tricolore si sblocca così, col protagonista meno attese.
Se scommettitori ed addetti ai lavori avrebbero riposto le fiches su altri profili, da Milan a Pellizzari passando soprattutto per Ciccone, il primo italiano a vincere una tappa del Giro 2026 è il protagonista meno atteso. Non è mai tardi per la gloria, è proprio vero. Aveva vinto una sola volta in Turchia nel 2022, in 31 anni; oggi si prende Napoli, si prende l’Italia, si prende le copertine. Una storia che ancora soffoca di radiosa emozione tutto il popolo azzurro.


