Una donna di 59 anni è finita agli arresti domiciliari con l’accusa di aver derubato e danneggiato diverse chiese e statue sacre nella provincia di Frosinone. La misura cautelare è stata emessa dal Tribunale del Capoluogo ciociaro dopo le indagini portate avanti a stretto contatto tra la Polizia di Stato e i Carabinieri.
Secondo gli investigatori della DIGOS e della Compagnia di Alatri, la donna sarebbe la responsabile di ben undici colpi messi a segno tra gennaio e aprile di quest’anno. Il suo modo di agire era sempre lo stesso, quasi incurante delle conseguenze. Entrava infatti nei luoghi di culto in pieno giorno e a volto scoperto, tanto da essere perfettamente riconoscibile. Questa sicurezza l’ha tradita, poiché i poliziotti hanno ritrovato nella sua abitazione sia gli indumenti utilizzati durante i raid, sia diversi oggetti sacri e paramenti rubati.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Frosinone, ha permesso di ricostruire una lunga scia di danneggiamenti e furti. Ad Alatri la cinquantanovenne ha colpito all’interno della Chiesa di Santo Stefano, mentre a Frosinone ha preso di mira la Chiesa di San Benedetto, dove ha rovinato, decapitandola, la statua di Padre Pio. Sempre nel capoluogo ha danneggiato e rubato i dispositivi di amplificazione acustica della Chiesa di Madonna della Neve e ha preso di mira la statua della Madonna di Lourdes situata in una nicchia votiva pubblica in via Madonna delle Rose.
Le prove decisive che hanno fatto scattare l’ordinanza sono arrivate dopo una perquisizione avvenuta il 24 aprile scorso. Grazie all’acquisizione di nuovi filmati delle telecamere di sicurezza, le forze dell’ordine hanno raccolto gravi indizi anche per due episodi avvenuti nella giornata del 26 gennaio a Frosinone. In quel caso la donna ha danneggiato un’altra statua della Madonna di Lourdes nel parco della Chiesa di Santa Maria Goretti e ha compiuto un furto alla Chiesa della Sacra Famiglia, dove aveva portato via una tovaglia e altro materiale parrocchiale dentro una borsa, già sequestrata dai Carabinieri pochi giorni prima. Davanti a tutti questi elementi, il giudice ha deciso di bloccare la donna in casa per fermare le sue azioni sacrileghe.


