Con ogni probabilità quella di sabato sera, nulla più francamente che un’amichevole di fine stagione, sarà l’ultima di Maurizio Sarri sulla panchina della Lazio. Un ritorno sfortunatissimo, quello a Formello: tra mercato bloccato d’estate ed aspettative tremendamente disilluse a gennaio, il rapporto con proprietà e società è ormai ai minimi termini.
“Sono stato ascoltato zero, non vedo nemmeno programmi futuri”: insomma, pure le ultime sono state parole inequivocabili. Un ritorno, con stadio deserto per contestazione a Lotito, non andato minimamente come desiderato. La sua seconda esperienza laziale si chiude tra l’altro con finale di Coppa Italia persa e secondo derby stesso altrettanto: insomma, è finita male, senza quella gloria da restituire al popolo biancoceleste con cui quel legame resterà comunque eterno.
Adesso, sia per la Lazio che per Sarri, è tempo di voltar pagina. Ma a dispetto del club, il navigatissimo tecnico toscano mantiene ancora dimensione e reputazione da grandi livelli e può attrarre ancora profili di panchine importanti. Ecco perché nelle ultime ore è balzato in testa alle preferenze di ADL per il post Conte: sarebbe un ritorno a Napoli, conosce la piazza, espresse calcio meraviglioso e generazionale, nutre ancora quella voglia di rivalsa e stavolta di riscrivere un finale differente, magari stavolta sì col quinto scudetto.
Ma non è ancora una trattativa chiusa. Flirt e contatti sempre più decisi, ma non siamo nelle fasi finali. Anche perché sul tecnico si registra il concomitante forte interesse dell’Atalanta di Giuntoli, che col toscano vorrebbe aprire un progetto tutto nuovo. Insomma, occhio al pressing dell’ex DS di Napoli e Juve, con cui quel feeling non è mai tramontato. Atalanta che senz’altro nelle prossime ore si separerà da Palladino, lui sì che destini e incastri può tornare di moda nell’orbita Lazio.


