Un 2026 maledetto. Non c’è tanto altro da aggiungere. Possiamo soltanto immaginare lo stato d’animo di Musetti, alle prese con l’anno più tormentato della sua giovane carriera. Un 2024 in rampa di lancio, un 2025 da consacrazione con Top 5 tra i più grandi; non desiderava nient’altro che prendere la scia, quest’anno. Ma da gennaio, da quella Melbourne e da quell’Australia, è iniziato l’incubo: infortuni su infortuni e problemi muscolari che stanno falcidiando l’annata del carrarino.
Serviva Roma per ripartire dopo i confortanti segnali diramati in Spagna. E la partenza somigliava finalmente alla miglior versione, fino a ieri: stravince Ruud agli ottavi di finale, fatale un nuovo risentimento alla coscia sinistra per cui poco fa aspettava l’esito degli esami strumentali. C’è lesione: “Dopo la partita di ieri mi sono sottoposto ad accertamenti medici che hanno evidenziato una lesione al retto femorale, che mi costringerà ad alcune settimane di riposo e recupero. Purtroppo questo mi impedisce di partecipare ai tornei di Amburgo e al Roland Garros, una notizia che mi pesa enormemente. Grazie di cuore al pubblico di Roma per l’affetto straordinario: è stato il motivo per cui, pur non al 100%, ho voluto scendere in campo e dare tutto nel torneo di casa. Vi terrò aggiornati”.
Così Lorenzo su Instagram, poco fa. Una lesione che a questo punto gli costringe a saltare altri appuntamenti importanti. Quando il peggio sembrava alle spalle invece ritorna, si evolve e si trasforma. Altro che ripartenza o squilli d’orgoglio a Roma, di nuovo a riposo. Di nuovo sul sofà ad ammirar amaramente le gesta dei rivali. Salta Amburgo, suo 500 che poteva rappresentare possibilità di tornar a macinar punti su punti nel ranking; ma soprattutto salta Parigi e Roland Garros. Tornerà soltanto a giugno, e con ogni probabilità sarà costretto ad esclamar arrivederci alla Top Ten.


