Lotta all’evasione, Mattarella gela la sinistra: «È nel Pnrr e non vi sono segnali che cambierà»

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Nessun allarme sulla lotta all’evasione e, anzi, «non vi sono segnali» che l’Italia voglia cambiare rotta. Non solo, anche l’immagine del nostro Paese come “maglia nera” sul tema dovrebbe essere cavalcata con maggiore «cautela». Ad avvertire sul fatto che non c’è alcun motivo di agitarsi è stato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al quale è stata rivolta una domanda sulla questione nel corso della conferenza stampa al al termine dei colloqui con il Presidente della Confederazione svizzera, Ignazio Cassis.

Mattarella: «La lotta all’evasione è nel Pnrr e non ci sono segnali che cambierà»

«Non c’è dubbio che il problema dell’evasione fiscale sia grave per qualunque Paese, lo è in maniera importante per l’Italia, infatti si è fatto molto, si opera molto e nel Pnrr questo è un tema sottolineato con molta concretezza e indicazioni. È stato già definito con l’Unione europea e non vi sono segnali che venga cambiato», ha risposto il capo dello Stato, invitando poi «alla cautela nelle definizioni, perché – ha spiegato – sono stato sempre diffidente rispetto alle definizioni che vengono date, primi in classifica o ultimi in classifica, perché generalmente nascono da criteri difformi da Paese a Paese». «Sono sempre refrattario all’uso di queste definizioni così sostanzialmente ascientifiche», ha aggiunto ancora Mattarella.

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Non sfugge che domanda e risposta si inseriscono nella cornice delle polemiche sollevate dalla sinistra nei confronti di alcuni provvedimenti inseriti dal governo nella manovra e, in particolare, dell’aumento del tetto al contante a 5mila euro e dell’innalzamento a 60 euro per l’obbligo del Pos. Due misure intorno alle quali l’opposizione ha suonato la grancassa del “favore agli evasori”, aumentando a dismisura i toni tanto che ieri Enrico Letta aveva parlato dei 60 euro

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