Sia in Veneto che in Portogallo, scienziati e ingegneri testano soluzioni all’avanguardia per contrastare l’inquinamento marino. Dai robot subacquei che rimuovono rifiuti sommersi nei canali veneziani alle barriere a bolle nel fiume Ave, scopriamo come queste tecnologie stanno cambiando la lotta contro la plastica negli oceani
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Non solo gondole e romantici tramonti. Le acque di Venezia fanno da sfondo anche a un’emergenza silenziosa: tonnellate di rifiuti di plastica che invadono i fondali dei canali, minacciando l’ecosistema lagunare. Ma la tecnologia corre in soccorso, con un robot subacqueo all’avanguardia pronto a ripulire i fondali e restituire alla Serenissima il suo antico splendore.
Ogni anno, milioni di tonnellate di plastica finiscono nei mari, minacciando la fauna marina e, indirettamente, la salute umana. Gli esperti prevedono che entro il 2040 i rifiuti di plastica negli oceani potrebbero triplicare se non si interviene in modo deciso. Il problema non riguarda solo i rifiuti galleggianti: gran parte della plastica affonda, creando discariche sommerse invisibili ma devastanti.
Uno dei luoghi simbolo di questa emergenza è proprio Venezia. Nei suoi storici canali si


