24 Giugno 2026

La questione palestinese è ancora aperta. Sangue in Israele

Questa mattina, tre persone sono state colpite da proiettili nella Città di David, nella zona di Silwan: sono ferite, in ospedale, due in gravi condizioni. È un attentato, il secondo a Gerusalemme in meno di ventiquattro ore. Vicende che fanno piombare il governo di Benjamin Netanyahu in un incubo a poche settimane dall’inizio del mandato,…
28 Gennaio 2023
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Questa mattina, tre persone sono state colpite da proiettili nella Città di David, nella zona di Silwan: sono ferite, in ospedale, due in gravi condizioni. È un attentato, il secondo a Gerusalemme in meno di ventiquattro ore. Vicende che fanno piombare il governo di Benjamin Netanyahu in un incubo a poche settimane dall’inizio del mandato, anche perché nell’attacco di venerdì sera sono state uccise sette persone. L’episodio, ancora da delineare sotto alcuni elementi (soprattutto quelli organizzativi), è avvenuto in una fase delicata degli equilibri con i palestinesi. Una sinagoga è stata attaccata a Gerusalemme Est, ossia nei territori cosiddetti “occupati” dagli israeliani, e dopo che due giorni prima a Jenin, in Cisgiordania, c’erano stati pesanti scontri tra palestinesi e forze di sicurezza israeliane.

Stando a quella che pare la ricostruzione più solida per il momento, un uomo ha sparato a un gruppo di persone che stava uscendo dalla sinagoga a Neve Yaakov, un quartiere a una decina di chilometri a nord del centro della città, in cui vivono molti israeliani ultraortodossi.

Khairi Alqam, un palestinese del quartiere