Una Commissione spostata platealmente a destra, di livello tutto sommato «mediocre» rispetto alle sfide titaniche che l’Ue ha di fronte, e che dunque non sarà nella posizione di tradurre in azione le ricette-shock raccomandate da Mario Draghi come il quadro storico imporrebbe. È tutt’altro che tenero il giudizio del nuovo esecutivo Ue a guida Ursula von der Leyen che dà Alberto Alemanno, docente di diritto europeo all’Hec di Parigi, fondatore dell’ong The Good Lobby e tra i più attenti osservatori di questioni Ue. Impossibile, al di là del mix di ruoli e deleghe «cucinato» da von der Leyen, tralasciare la caratura politica di destra della nuova Commissione, che fa il paio con l’oblio sempre più evidente di alcuni valori fondamentali
Il nuovo governo Ue parte in salita. L’esperto Alemanno: «Molti commissari rischiano di saltare alle audizioni» – L’intervista
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