Quando si osservano antiche megastrutture come Stonehenge o le piramidi, è facile provare un senso di dissonanza cognitiva. Ci si chiede come fosse possibile costruire tali monumenti senza l’ausilio della matematica e dell’ingegneria, in un’epoca in cui non esistevano nemmeno le ruote. Eppure, queste antiche civiltà sono riuscite a realizzare opere che sfidano la logica e che superano in durata molte delle nostre costruzioni moderne.
Esistono due approcci per risolvere questo enigma. Il primo, spesso considerato più fantasioso e privo di basi scientifiche, è l’ipotesi degli alieni. Il secondo, supportato da recenti studi condotti su Menga, un dolmen preistorico nel sud della Spagna, suggerisce che i nostri antenati fossero dotati di una intelligenza e di una conoscenza ben superiori a quanto comunemente riconosciuto.
Leonardo García Sanjuán, ricercatore presso il Dipartimento di Preistoria e Archeologia dell’Università di Siviglia e uno degli autori dello studio su Menga, ha sottolineato che nessun ingegnere moderno sarebbe in grado di replicare il monumento utilizzando le risorse e i mezzi disponibili 6.000 anni fa.
Il dolmen di Menga è stato costruito con blocchi di pietra che


