Maggio alle porte. Tempo di bilancio. Tempo, calcisticamente parlando, di ere che possono volgere al termine, che si chiudono. Tempo, e qui apriamo il tema d’articolo, di calciatori che lasciano. Quelli che decidono di smettere, quelli che chiudono le loro carriere professionali ai massimi livelli, quelli che come dicono i più bravi appendono gli scarpini al chiodo.
Sono state tante tra le vecchie star internazionali quelle che in questo aprile hanno già palesato, manifestato ed annunciato la loro intenzione. A partire da Ramsey, l’ex meteora della Juventus ma per tanti anni protagonista e stella in Premier dell’ultimo Arsenal di Wenger; dopo l’ultima esperienza in Messico, salutato tutti. Come lo stesso Oscar, se vogliamo storia più triste: esploso al Chelsea nel decennio precedente accettò nel “prime” della sua carriera la sfarzosissima corte cinese che lo allontanò dal calcio che conta, ma tornando in patria avrebbe voluto regalare le ultime soddisfazioni al suo San Paolo salvo esser costretto a lasciar il calcio giocato per un problema al cuore. Romantico anche l’addio di Payet, che in Francia ha scelto di annunciar il suo ritiro con un intervento televisivo prima dello scontro diretto in Ligue 1 tra le sue squadre del cuore, Lille e Marsiglia. Lui, uno dei volti più iconici della nazionale francese del decennio precedente. Altro elemento genio e sregolatezza, eccome.
La notizia delle ultime ore, con una Championship cadetteria oltremanica che volge al termine e chiamata solo all’ultimo atto prima dei playoff, è l’annuncio del ritiro sempre più imminente di un highlander e volto iconico britannico come Ashley Young. Già, proprio l’ex Inter, scudettato con Antonio Conte. Esploso al Villa nei primi duemila, fu l’esterno dell’ultimo Manchester United nobile di Sir Alex Ferguson. Predisposizione all’apprendimento ed all’elasticità tattica, s’è sempre saputo reinventare. Tanti anni di Everton fino a 39 anni, dove tra l’altro magia FA Cup affrontò suo figlio al Peterborough, dalla scorsa estate l’ultima avventura: riportare l’Ipswich in Premier. L’ultima missione, l’ultima sfida; quindi, anche per Ashley, scarpini al chiodo a 40 primavere.


