Non è mai tardi per arrivare alla gloria. Per arrivar lassù, per toccar vette sempre sognate e per vivere finalmente in prima persona il tennis dei grandi protagonisti. Abbiamo assistito a storia, purissima e limpidissima, poco fa. Quella di Andrea Pellegrino, il 29enne pugliese che ha appena saputo emozionare e forse addirittura commuovere Roma.
Sua la favola più grande narrata dal tennis italiano fin qui all’appuntamento più importante e bollente, gli Internazionali di Roma. Per qualcuno che arrivava persino dalle qualifiche e come sognava, come un miraggio, in un posto al primo turno, i soli 64°simi, per mettere piede in un Masters 1000 di fronte alla Capitale.
S’è fatto strada, eccome. Arriva, sbarca.. e sbanca. Prima vince il derby con Nardi, quindi si alza clamorosamente il livello ai trentaduesimi: c’è Fils. Niente paura, piegato il francese. Fino a poco fa, quando davanti ad uno dei favoriti per arrivare in semifinale come l’americano Tiafoe, scrive storia: regge il testa a testa e mantiene freddezza al tiebreak con cui si aggiudica il primo set, quindi in discesa amministra uno dei migliori del seeding e vince pure il secondo. Quasi due ore di battaglia pura, ma alla fine gioia liberatoria.
29 anni per il 155° del mondo che oggi riacciuffa il suo best ranking (solo 125°, ndr) ma che centra pensate bene gli ottavi di finale di un Masters 1000. E forse quello più sentito dagli italiani, quello a casa propria, in quella Roma che s’alza in piedi e gli tributa una standing ovation da film. E’ tutto vero: Andrea Pellegrino agli ottavi. Come nelle favole.


