26 Giugno 2026

10 maggio nell’animo: Como, adesso sei Europa

Tumulto, contestazioni, polveroni arbitrali. C'è stato tutto nella 36° domenica di Serie A, ma pur qualche verdetto emblematico. Tra contestazione di massa a Furlani in casa Milan, quei polveroni arbitrali a Parma in seguito al pesantissimo successo della Roma del Gasp all'ultimo respiro, c'è spazio per chi il suo percorso l'ha coronato, ieri blindato e…
11 Maggio 2026
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Tumulto, contestazioni, polveroni arbitrali. C’è stato tutto nella 36° domenica di Serie A, ma pur qualche verdetto emblematico. Tra contestazione di massa a Furlani in casa Milan, quei polveroni arbitrali a Parma in seguito al pesantissimo successo della Roma del Gasp all’ultimo respiro, c’è spazio per chi il suo percorso l’ha coronato, ieri blindato e fatidicamente festeggiato.

Parliamo del Como di Fabregas, uno dei progetti più straordinari e vincenti degli ultimi anni di calcio italiano. I lariani, col successo dell’ora di pranzo al Bentegodi contro un Verona che seppur già retrocesso ha saputo vender cara la pelle, sono ufficialmente e matematicamente in Europa per la prima volta nel corso della loro storia. Aritmeticamente almeno sesti, quanto basta per conseguir almeno l’Europa del giovedì: se l’Inter rispetterà mercoledì i pronostici all’Olimpico, allora sarà Europa League. Altrimenti Conference, ma già da super favoriti.

Como se dice Europa? Così le maglie celebrative a far partire la festa al Bentegodi, scene di giubilo trainate da chi pensate ha giocato meno, zoccolo gruppo e significato di gruppo verissimo, unione di intenti e spirito famigliare, quello che Fabregas e tutto il club hanno contribuito a costruire. Investimenti, sì, ma mirati. Per evolvere la filosofia del proprio tecnico, giovane ma già illuminato: due anni fa la promozione in A, quindi 24 mesi per digerir la categoria e lanciar l’assalto alle proprie grandi ambizioni, stamani quell’Europa diventata realtà. Traguardi giganteschi per una piccola realtà calcistica che da oggi ha restituito alla città non soltanto quel fascino geografico e lacustre, bensì anche rilevanza in campo sportivo. Come promesso.

Dalla C all’Europa in pochi anni, strepitoso. Ed una data segnata nell’animo lariano: quel 10 maggio, che nel 2024 sancì la promozione, quest’anno l’accesso all’Europa. E Cesc Fabregas, adesso, malgrado le solite avances extralusso che senza ombra di dubbio pioveranno anche giugno prossimo, è fortemente tentato dal restar radicato ancora un’altra stagione. Per viversela, per godersela, per aiutar il proprio gioiellino a capir sotto la sua direzione tecnica quanto effettivamente possa arrivare lontano. Como realtà assoluta, Como realtà europea.