Sono state due ore mozzafiato quelle del primo vero incontro tra Giovanni Malagò e la Lega Serie A che supporterà la sua candidatura alle elezioni di giugno per il nuovo presidente federale in seguito al crollo del regno Gravina.
Due ore di confronto in cui per prima cosa la Lega ha spiegato in venti punti perché la figura dell’ex presidente del Coni e della Federazione olimpica di Milano Cortina calza a pennello anche per ricostruire il calcio italiano. In un clima di entusiasmo, anche Malagò ha espresso le sue idee, le sue riflessioni, in due ore che definirà “straordinarie”.
E proprio da questo parte la serie di esposizioni che Malagò intercettato dai media presenti all’esterno della Lega a Milano spiegherà al mondo esterno: “Ho dimostrato qualcosa nella vita e nello sport, ma è chiaro che se l’Italia fosse ai Mondiali oggi non sarei qui. Il calcio italiano ha bisogno di mettere da parte i personalismi. Ho incontrato i presidenti di A, lo stesso farò con quello di B e di C e prima del weekend anche calciatori e allenatori che rappresentano categorie e professione. Devo confrontarmi con tutti, non so se porterò avanti la candidatura”.
A forte supporto della candidatura di Malagò uno dei volti più iconici dei presidenti della Lega Serie A: “Abete non è adatto, malgrado sia persona carissima. Malagò l’uomo giusto: l’ho chiamato, gli ho detto che siamo stanchi di essere portati per mano da persone che interpretano i ruoli istituzionali per avere un proprio prestigio”.


