È morto il bracciante indiano abbandonato a Latina con il braccio tranciato: un’altra vita spezzata dal caporalato

Navi – questo era il suo nome – aveva soltanto 30 anni e una vita davanti a sé. Ma il caporalato gliel’ha portata via nel peggior dei modi. È morto il bracciante agricolo di origini indiane che ieri aveva perso il braccio destro, tranciato da un macchinario per il taglio del fieno mentre lavorava nei...

Non ce l’ha fatta il bracciante agricolo indiano, che ieri era stato abbandonato per strada dai suoi datori di lavoratori dopo aver perso un braccio nei campi di Latina: questo è il volto del caporalato (che troppo spesso fingiamo di non vedere)

@Canva

Navi – questo era il suo nome – aveva soltanto 30 anni e una vita davanti a sé. Ma il caporalato gliel’ha portata via nel peggior dei modi. È morto il bracciante agricolo di origini indiane che ieri aveva perso il braccio destro, tranciato da un macchinario per il taglio del fieno mentre lavorava nei campi di Cisterna di Latina.

Dopo il terribile incidente, però, invece di essere portato in ospedale, era stato scaricato per strada nei pressi di casa sua dai suoi datori di lavoro.

Sono stata contattata da un lavoratore che mi ha inviato la foto di un arto staccato – aveva raccontato sconvolta Hardeep Kaur, segretaria generale Flai Cgil Frosinone Latina – spiegandomi che si trattava di un incidente avvenuto a un compagno di lavoro, che in condizioni disperate è stato


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