La situazione industriale nello stabilimento Stellantis di Cassino-Piedimonte San Germano si fa ogni ora più drammatica. Quello che ieri doveva essere il lunedì del rientro per centinaia di operai si è trasformato nell’ennesima giornata di silenzio: il riavvio della produzione, inizialmente previsto per il 13 aprile, è stato ufficialmente posticipato al 20 aprile. Ma le notizie che filtrano dai corridoi dello stabilimento sono ancora più preoccupanti.
Secondo fonti vicine all’azienda, infatti, la chiusura potrebbe non terminare la prossima settimana. Si fa sempre più concreta l’ipotesi di un nuovo annuncio di cassa integrazione che farebbe slittare il ritorno in fabbrica direttamente a lunedì 27 aprile. Se questo scenario venisse confermato, i dipendenti Stellantis resterebbero fermi per un mese intero. Un dato che aggrava un bilancio già deficitario: dall’inizio del 2026, infatti, i giorni di lavoro effettivo sono stati appena sedici.
I dati relativi al primo trimestre dell’anno non lasciano spazio a interpretazioni positive. Tra gennaio e marzo lo stabilimento di Cassino ha sfornato soltanto 2.500 veicoli. Si tratta di un crollo verticale della produzione pari al 37,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando una parabola discendente che non accenna a fermarsi.
Se la fabbrica principale soffre, le aziende collegate sono ormai a un passo dal baratro. La settimana in corso sarà decisiva per il destino di molti lavoratori. Tra domani, mercoledì 15, e venerdì 17 aprile sono in programma tavoli di confronto cruciali per il futuro di Logitech, Trasnova e Teknoservice.
Le previsioni per questi incontri sono tutt’altro che ottimistiche: l’orientamento sembra essere quello di non concedere alcuna proroga ai contratti in essere. Questo comporterebbe la perdita immediata di altri 80 posti di lavoro, un ulteriore colpo per un territorio che sta già pagando un prezzo altissimo in termini di occupazione.


