Sebbene la solitudine sia stata collegata a un maggiore rischio di malattie, nuove scoperte genetiche rivelano che potrebbe essere più un segnale di allarme che un fattore scatenante diretto.
@karimpard/123rf.com
La solitudine è una risposta emotiva nella quale l’individuo tende a isolarsi di sua spontanea volontà oppure a causa di vicende personali o accidentali della vita, ed è stata spesso associata a diverse malattie.
Ora in un recente studio pubblicato sulla rivista Nature Human Behaviour, i ricercatori hanno utilizzato un ampio campione di coorte (476.100 partecipanti della Biobanca britannica) sottoposto ad un ampio follow-up (mediana 12,2 anni, intervallo 10,6-13,8 anni) per svelare le associazioni tra i sentimenti soggettivi di solitudine e il conseguente rischio di malattie.
Mentre un numero crescente di prove osservazionali suggerisce un’associazione tra solitudine e aumento del rischio di molteplici malattie, lo studio ha utilizzato la randomizzazione mendeliana (MR) per testare formalmente l’ipotesi e affrontare la potenziale causalità inversa e i fattori confondenti.
I risultati hanno rivelato una discrepanza significativa tra i risultati dell’analisi osservativa e genetica. Mentre le prove osservazionali evidenziavano


