Non sente la necessità di definirsi antifascista, rivendica di aver detto che Benito Mussolini è stato «un grande statista», crede che l’aborto non sia un diritto e gli studenti a scuola «vanno divisi in base alle loro capacità, disabili compresi». Sono solo alcune delle posizioni del controverso Roberto Vannacci, diventato noto alle cronache dopo lo scandalo suscitano con il suo libro Il mondo al contrario, carico di tesi omofobe e razziste, e ora candidato alle elezioni europee con la Lega di Matteo Salvini. Il vero problema dell’Unione europea, racconta il generale in un’intervista a La Stampa, è «la costruzione di una sua identità».
L’idea provocatoria
Non tanto per questioni sociali o politiche, quanto più – secondo Vannacci – per la


