Forse buona notizia per gli italiani che ambiscono, da Milan a Ganna passando soprattutto a Cicconi e Pellizzari, ma mai per lo sport. Per i valori e la cultura con cui nasce e sempre resterà, per definizione, il Giro d’Italia. La maxi caduta della seconda tappa del sabato bulgaro costa tanto, al movimento. Perché il Giro perde campioni, altrimenti destinati a giocar ruolo di primordine per la vittoria finale.
La notizia più rilevante della domenica è che in seguito alla crollo di ieri, è costretto a lasciar pure lo stesso capitano UAE, proprio Adam Yates è costretto ad alzare bandiera bianca. Il Giro perde uno dei suoi campioni, delle sue star più attese. In seguito all’incidente di ieri è rimasto a terra, con quel dolore protratto diversi minuti; quindi la ripresa, ma con quella ferita all’orecchio più quelle escoriazioni ad accompagnarlo s’è capito che le condizioni fossero al minimo: “La maxi-caduta a 23 km dall’arrivo ha costretto diversi corridori al ritiro – si legge sui profili social del Giro – UAE Team Emirates-XRG è stata la squadra più colpita, con Jay Vine e Marc Soler ritirati per fratture, mentre Adam Yates non partirà oggi dopo aver concluso la tappa da infortunato. Ritirati anche Santiago Buitrago per commozione cerebrale e Andrea Vendrame per fratture alla zona lombare. Auguri di pronta guarigione a tutti i corridori coinvolti”.
L’aspetto più particolare e se vogliamo doloroso, ricostruendo la vicenda, è che nonostante tutto coraggiosamente Yates non avrebbe mai voluto rinunciare. I primi test suggerivano ottimismo, ma un ritorno di fiamma di sintomi concussivi avrebbe poi rovesciato definitivamente ogni speranza. Niente terza tappa, arrivederci Giro d’Italia. Ritiro, meglio non rischiare, come si evincerà nel testo diramato dal medico del team, Rotunno: “Adam Yates ha riportato abrasioni estese e una lacerazione all’orecchio sinistro. È stato inizialmente valutato sul posto per una possibile commozione cerebrale ed è stato dichiarato idoneo a proseguire, ma successivamente ha manifestato sintomi concussivi ritardati”.


