Alla data del Conferenza sugli Oceani dell’ONU in programma nel 2025, almeno 60 Stati dovranno aver riconosciuto l’accordo affinché entri in vigore e consenta di proteggere il 30% dei mari entro il 2030. Ma, ad oggi, siamo in estremo ritardo con soli due Paesi ad averlo ratificato
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Gli oceani in tutto il mondo sono sempre più minacciati dalla pesca industriale, dall’inquinamento e anche dall’estrazione mineraria in acque profonde, ma sembra non importare a nessuno se l’unico strumento che abbiamo per tutelare i nostri oceani, lo storico Trattato globale per la protezione degli Oceani, non è stato praticamente ratificato da nessuno se non da due Paesi.
Finora, infatti, solo il Cile e Palau hanno ratificato il Trattato ed è gravissimo. A un anno di distanza dall’accordo delle Nazioni Unite, il fatto che solo due Paesi lo abbiano fatto non è assolutamente un buon segnale: si tratta di un ritardo che potrebbe costarci caro e amaro, perché per entrare in vigore il Trattato deve essere ratificato da almeno 60 degli 87 Paesi firmatari. E non solo: si legge


