“Non ho sentito lo squillo”, il dolore del papà di Miriam Coibanu uccisa da un’auto. Il guidatore era ubriaco

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«Non ho sentito lo squillo. Avevo sentito Miriam poco prima di mezzanotte, mi aveva detto che stava uscendo dalla pizzeria e che sarebbe andata a casa di amici, dove avrebbe trascorso la notte. Mi aveva detto che sarebbe tornata il giorno dopo, per l’ora di pranzo», racconta Jon “Giovanni” Ciobanu. Le parole del padre della giovane Miriam, morta investita da un’auto la notte scorsa nel Trevigiano, sono quelle di un uomo distrutto. «Mia figlia mi informava di ogni suo spostamento. Purtroppo alle 3 non mi sono accorto che il telefono suonava, vivrò per sempre con questo rimorso». Alle 3 di notte la ragazza lo aveva chiamato, probabilmente per chiedergli di andarla a prendere. Adesso questo genitore distrutto dal dolore guardando la chiamata senza risposta dal suo telefonino e non riesce a darsi pace.

Giovane, bella e appassionata di letteratura: chi era Miriam, la ragazza travolta e uccisa nel Trevigiano 01 Novembre 2022

La vita della 22enne, Miriam Ciobanu, è finita sulla Strada provinciale 20, tra Paderno del Grappa e Oné di Fonte. Lì è stata falciata dall’Audi A3 bianca che viaggiava ad alta velocità. Alla guida c’era Alessandro Giovanardi, 23 anni, di San Zenone: aveva un tasso alcolico tre volte oltre il limite consentito e, si è scoperto poi, era anche positivo ai cannabinoidi. Per questo è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale. Ironia della sorte, suo padre e il padre di Miriam lavorano nella stessa azienda.

Ma cosa è successo quello notte? L’elemento che innesca la tragedia pare sia stata la scelta di Miriam di allontanarsi dalla casa in cui doveva trascorrere la notte, quella del fidanzato. Una scelta dettata da una

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