Attenzione alla situazione in casa Juventus. Il tonfo interno con la Fiorentina che ha sostanzialmente pregiudicato la partecipazione alla prossima Champions League ha scaturito non soltanto contestazione esterna, ma altresì forti scosse sismiche interne. Perché l’idea che in società possa succedere un vero e proprio terremoto, col passare dei giorni diventa sempre più concreta.
Niente Champions, non capitava alla Juve dai tempi di Ferrara o Delneri. Sintomo che più di qualcosa sia stato sbagliato. Ma il punto fondante e garanzia bianconera per il prossimo futuro resta Luciano Spalletti. Intoccabile, per la proprietà. Non è un caso che proprio in settimana abbia incontro John Elkann.
Chi può saltare è chi invee negli anni ha costruito squadre non all’altezza. Mai competitive oltre la lotta Champions. In particolare quest’anno tante tante scelte estive sbagliate. Confermare Tudor, affidargli la preparazione, tutti aspetti poi pagati da Spalletti. Anche la campagna acquisti, la scelta di un amministratore delegato transalpino come Comolli che a sua volta ha eletto un direttore come Modesto, è stata a tratti persino incomprensibile.
Eccole quindi le prime teste che possono saltare. Una domenica, l’ultima, che rischia di capovolgere poltrone che sembravano saldissime. Invece direttori che potrebbero esser ben presto costretti a svuotar le loro scrivanie. La corrente francese, quella che ha significato flop incredibili come David e Openda tanto per citare due esempi, potrebbe ben presto esser silurata.
In questo caso cambierebbe parecchio, però: perché a dover ricostruire le strategie di mercato estivo, anche e soprattutto con 70 milioni di mancato incasso Champions in meno, potrebbe essere un nuovo direttore. Che va trovato. Un mercato del mercato, dunque. Giornate roventi in casa Juve.


