9 Giugno 2026

Record di figli unici in Liguria, sono 8,2 milioni in Italia

GENOVA, 21 MAG - La Liguria è la regione italiana con più figli unici. Nel 2024 i liguri di 18 anni e più che non hanno avuto nel corso della propria vita fratelli o sorelle rappresentano il 23,4% della popolazione, davanti al 23,2% del Piemonte, 21,2% della Toscana, 19,4% dell'Umbria, 18% dell'Emilia Romagna, 17,8% della…
21 Maggio 2026
istat grandi citta giovani scuola 1280x677.jpg

GENOVA, 21 MAG – La Liguria è la regione italiana con più figli unici. Nel 2024 i liguri di 18 anni e più che non hanno avuto nel corso della propria vita fratelli o sorelle rappresentano il 23,4% della popolazione, davanti al 23,2% del Piemonte, 21,2% della Toscana, 19,4% dell’Umbria, 18% dell’Emilia Romagna, 17,8% della Calabria, 17,6% della Valle d’Aosta, 17,3% della Campania, 16,5% del Lazio, 16,3% della Lombardia, 15,6% delle Marche, 15,5% della Sicilia, 14,8% della Puglia, 13,1% del Friuli Venezia Giulia, 12,2% dell’Abruzzo, 12% della Sardegna, 11,7% del Trentino Alto Adige Südtirol e del Veneto, 11,4% della Basilicata e 8,9% del Molise, la regione italiana con più fratelli e sorelle.

Lo segnala il rapporto annuale dell’Istat 2026 sulla ‘Situazione del Paese’, giunto alla sua 34/ma edizione e presentato alla Camera dei deputati in coincidenza con il centenario dell’istituto di statistica alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Il calo della fecondità, registrato ormai da decenni, ha determinato un aumento consistente della quota di figli unici nelle generazioni più recenti – spiega l’Istat -. Questo cambiamento non riguarda soltanto la struttura della famiglia, ma incide profondamente sull’intero ciclo di vita delle persone. Nell’infanzia e nell’adolescenza, la riduzione del numero di fratelli, sorelle e cugini comporta una minore densità relazionale all’interno della rete familiare, rendendo più centrali le relazioni tra pari, costruite nei contesti educativi e sociali esterni alla famiglia”.

“Con il passare del tempo, l’effetto si estende alla struttura parentale complessiva: le reti familiari tendono a diventare più strette in senso orizzontale con meno collaterali e meno coetanei – evidenzia l’Istituto – e più allungate in senso verticale, con una presenza relativamente maggiore di generazioni anziane. Ne deriva una configurazione relazionale caratterizzata da minori possibilità di condivisione tra fratelli, sorelle e cugini e da una concentrazione delle responsabilità di cura su un numero più ridotto di individui”.

Nel 2024 gli italiani di 18 anni e più che non hanno avuto nel corso della propria vita fratelli o sorelle rappresentano il 16,6% della popolazione pari a circa 8,2 milioni di individui. Nel 2003 erano 5,5 milioni, pari all’11,7% della popolazione di 18 anni e più.