Una svastica impressa sull’insegna, insulti e minacce esplicite: “Comunisti di m…”, “Vi continueremo a perseguitare”, “Viva il duce”. È questo il bilancio del terzo atto vandalico compiuto in meno di un mese ai danni del circolo del Partito Democratico di San Giorgio a Liri.
Si tratta del terzo atto vandalico contro la sede del Pd in meno di un mese. L’ultima incursione, notturna, ha sollevato un’ondata di sdegno e una ferma condanna da parte del mondo politico regionale e provinciale. La sezione locale del partito non è un luogo qualunque: è intitolata a Luigi Di Rosa, il giovane militante ucciso da un gruppo di fascisti a Sezze nel 1976. Un dettaglio che rende il gesto ancora più pesante, configurandolo come un oltraggio diretto alla memoria storica e ai valori antifascisti del territorio.
La reazione dei vertici
locali e regionali
La condanna del gesto è stata unanime e immediata. Il segretario provinciale del PD, Achille Migliorelli, originario proprio di San Giorgio a Liri, ha respinto con forza l’idea che si tratti di una semplice goliardata: “Non siamo davanti a semplici atti vandalici. L’utilizzo di simboli nazisti e messaggi d’odio rappresenta un gesto politico preciso, che punta a intimidire e ad alimentare un clima di tensione e paura”.
Sulla stessa linea il segretario regionale del PD Lazio, Daniele Leodori, che ha definito l’attacco un “gesto vile e intimidatorio” perpetrato da chi “sceglie consapevolmente l’odio e l’intimidazione”. Anche il presidente del PD Lazio, Francesco De Angelis, e la consigliera regionale Sara Battisti hanno espresso piena solidarietà ai militanti, chiedendo una mobilitazione delle coscienze e invocando una condanna ferma e senza ambiguità da parte di tutte le forze democratiche.
“Non ci faremo intimidire”
Nonostante la gravità delle minacce scritte sui muri, la comunità democratica locale ha risposto a testa alta. Il segretario del circolo cittadino, Francescantonio Della Rosa, ha confermato la volontà di non fare un passo indietro: “Non saranno minacce e scritte d’odio a fermare il nostro impegno. Continueremo a difendere e tutelare i valori della democrazia, della libertà e dell’antifascismo, nel rispetto della nostra Costituzione”.
Mentre le forze dell’ordine indagano per risalire ai responsabili dell’incursione, dal panorama politico si leva la richiesta comune di fare luce su quella che appare come una vera e propria campagna di odio mirata nel Frusinate.


